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Avevo
undici anni, quando ricevetti la lettera dei miei cugini di Città del
Lago. La nostra cuginetta, AlessiaLuna, di soli tre anni, era stata
rapita. Partimmo, nel disperato tentativo di riportarla a casa. Sapevamo
dove cercarla, sapevamo chi l’aveva strappata alle braccia di su
padre e perché.
Quando
mia madre, GiorgiaElisa, mi lasciò andare non mi chiesi come mai
permettesse a me, che ero soltanto un ragazzino, di mettermi in cammino
con i tre figli dell’elfa Dianora e di Marcus, erede di Bruin il mezzo
nano.
Non
me lo chiesi allora, ma me lo chiesi più e più volte, man mano che ci
avvicinavamo alla Fortezza di Morion e il dubbio e l’amarezza
devastavano il mio cuore.
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