LUPEREN

 

 

Luperen era là. Davanti a loro.

Immobili, si ritrovarono a contemplare l’immensa muraglia di fitta vegetazione.   Restarono in silenzio fissando il prato verde e i lembas colorati che si infrangevano contro quell’ombra nera. Il cambiamento del paesaggio era così repentino e stridente che la foresta sembrava comparsa tutto d’un tratto. Come se si fosse materializzata all’improvviso oscurando la luce dell’ultimo sole. Si chiesero come sarebbero riusciti a penetrare quel fronte compatto di piante millenarie. Dal punto in cui si trovavano non si scorgeva alcuno spazio tra un albero e l’altro. La selva avvolgeva l’orizzonte e ne cancellava ogni traccia.

 

(…) Si addentrarono nell'eterna foresta di Luperen, la selva maledetta. Piante altissime dai disegni contorti, lunghi rami nodosi e spogli oscuravano completamente i caldi raggi del sole e la luce filtrava a stento nell'oscurità quasi totale. I quattro mossero i primi passi sul quel suolo maledetto guardandosi attorno, in alto laddove i vecchi alberi impedivano la vista del cielo e in basso, dove rovi crudeli e cespugli misteriosi traevano in inganno il viaggiatore facendolo inciampare. Gli occhi vigili e un'espressione impaurita dipinta sui volti tirati, spaventati da un terrore senza nome, strisciante e sinistro come quella terra di oscuri misteri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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